Disegno, il Ministro Valditara su una lettiga sorretto da tre giovani schiavi sofferenti che camminano su un prato fiorito; sulla lettiga c’è scritta la sigla del Ministero con didascalia “Ministero dell’Istruzione o del Merito?”. Il Ministro seduto su un trono dice “Precariato, fascismo, razzismo e intimidazione”

Il Ministero delle camminate strambe

Antologia del Ministero dell’Istruzione e del Merito e del relativo Ministro.

Lo scorso 18 novembre, alla presentazione della Fondazione Giulia Cecchettin presso la Camera dei Deputati, è stato trasmesso un video-messaggio del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Messaggio che conteneva affermazioni provocatorie, alcune decisamente fuori contesto, come quella che «il patriarcato come fenomeno giuridico è finito nel 1975, con l’abolizione del diritto di famiglia»; altre fuorvianti, come «l’incremento di fenomeni di violenza sessuale è legato anche a forme di marginalità e di devianza in qualche modo discendenti da un’immigrazione illegale». Quello della violenza di genere è un fenomeno che ha proprio la peculiarità di essere trasversale ai diversi ceti, nazionalità e culture. Il Ministro ha poi incontrato Gino Cecchettin il 4 dicembre per un confronto, al termine del quale è stata annunciata una collaborazione futura tra il ministero e la Fondazione. In questa occasione Valditara ha parlato dell’importanza di un «problema sociale» e dell’importanza di «affermare una cultura del rispetto e il valore del no».

A sinistra il Ministro, a destra Cecchettin; i due si stringono la mano guardando l’obiettivo; sullo sfondo le bandiere dell’Italia e dell’Unione Europea
Giuseppe Valditara e Gino Cecchettin; Ansa
Sappiamo che la destra radicale che governa l’Italia dal 2022 ha ormai sdoganato la possibilità di riscrivere la realtà a suo piacimento, complici anche i mass media che raramente avanzano delle critiche reali. E infatti non è la prima volta che il Ministro rilascia delle dichiarazioni che suscitano polemiche e clamore. Ma chi è Giuseppe Valditara? Attivo dagli anni ‘90 nella destra parlamentare e Senatore dal 2001 al 2013, nel 2022 aderisce alla Lega; è Professore ordinario di Diritto romano e Diritti dell’antichità presso l’Università degli studi di Torino, curriculum forse non appropriatissimo dato che il MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – è stato scorporato nel 2020 in Ministero dell’Istruzione e Ministero dell’Università e della Ricerca; la sua figura sarebbe stata eventualmente più appropriata per quest’ultimo. C’è anche da dire che in Italia abbiamo avuto o abbiamo ministri molto meno competenti nelle loro rispettive materie [1,2] .
ritratto fotografico ufficiale del Ministro
Giuseppe Valditara, ritratto ufficiale

L’esordio del Ministro nel campo delle dichiarazioni controverse è stato il 21 novembre 2022, a poche settimane dall’insediamento del governo Meloni; il suo intervento all’evento “Italia, direzione nord” a Milano ha voluto elogiare la gestione da parte della dirigenza scolastica di un caso di bullismo in un istituto di Gallarate (VA); il discorso, condivisibile o meno, venne concluso descrivendo l’umiliazione come «fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità» («evviva l’umiliazione»). La dichiarazione ha scatenato non poche polemiche, ma è perfettamente in linea col modello di educazione autoritario e repressivo proposto dal governo Meloni, anche tramite il MIM.

fotogrammi del video del pestaggio; un ragazzo per terra viene malmenato da altri tre ragazzi sulla carreggiata in prossimità delle strisce pedonali
Fotogrammi del pestaggio davanti al Liceo Micheangiolo; fanpage.it

Altro episodio clamoroso era stato quello relativo al pestaggio avvenuto all’esterno del Liceo Michelangiolo di Firenze. Secondo la Digos di Firenze i responsabili erano militanti di Azione Studentesca, gruppo vicino a Fratelli d’Italia; la dirigente di un altro liceo cittadino, il Da Vinci, intervenne mandando una lettera alla comunità scolastica nella quale ricordava come «il fascismo in Italia non è nato con le grandi adunate da migliaia di persone. È nato ai bordi di un marciapiede qualunque, con la vittima di un pestaggio per motivi politici che è stata lasciata a sé stessa da passanti indifferenti». Il ministro, invece che lodare tale iniziativa, o al massimo ignorarla, ha voluto evidenziare il valore politico di tale gesto e ha dichiarato «se l’atteggiamento dovesse persistere vedremo se sarà necessario prendere misure».

inquadrato il volto di Christian Raimo che parla al pubblico
Christian Raimo; Cecilia Fabiano/LaPresse

Vittima invece di questa repressione annunciata è stato il prof. Christian Raimo, docente di Storia e Filosofia al liceo Archimede di Roma, già assessore alla cultura del Municipio III dal 2018 al 2021 e candidato con Alleanza Verdi Sinistra alle ultime elezioni europee dello scorso giugno, che ha subito due procedimenti disciplinari da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio: l’ultimo per delle critiche al Ministro che è stato definito un bersaglio debole che va colpito come si fa con la «morte nera». Certamente non una dichiarazione pacifica, ma ben si comprende nel contesto del discorso l’uso metaforico dell’espressione. E’ opportuno citare inoltre, tra le tante gesta poco eroiche della storia politica del Bel paese, quelle di Vicepresidenti della Camera che, riferendosi ad alcune ministre, dichiaravano «mi ricorda un orango», o di Presidenti del Consiglio dei Ministri che si riferivano a presidenti di stati esteri come «bello, giovane, e anche un po’ abbronzato» e invitavano europarlamentari tedeschi ad audizioni per recitare la parte di militari delle SS in film sulla Seconda guerra mondiale. Dichiarazioni platealmente razziste alle quali non è mai seguito nessun tipo di provvedimento.

a sinistra Adolfo Urso, a destra Giorgia Meloni, seduti in parlamento che parlano l’uno all’altra
Giorgia Meloni e Adolfo Urso; Ansa

Le figuracce del Ministro nascondono però le figuracce del ministero: possiamo citare il nuovo indirizzo del liceo del “made in Italy”, annunciato in pompa magna all’edizione dello scorso anno della fiera Vinitaly dalla Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni e dal Ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso, il quale è ben lungi dal funzionare a pieno regime. In questo caso però è opportuno precisare che l’iniziativa pare sia stata inizialmente del governo e il Ministro ne sia venuto a conoscenza soltanto in un secondo momento.

Come non citare inoltre un concorso che sarà «bandito ogni anno», nonostante il primo di questa serie sia partito come al solito in notevole ritardo e perciò non si siano potute terminare le prove orali e le conseguenti immissioni in ruolo per diverse classi di concorso entro la scadenza prevista del 31 dicembre 2024. Nonostante ciò, il bando del nuovo concorso è stato pubblicato a metà dicembre, rischiando di creare una sovrapposizione tra concorsi, molto pericolosa dal punto di vista della gestione delle graduatorie di merito e delle assunzioni.

Questi sono solo alcuni episodi, forse i più clamorosi, che vedono come protagonisti il Ministro o il Ministero dell’Istruzione e del Merito.

 

Nota: Le opinioni espresse nell’articolo sono solamente quelle dell’autore, e non riflettono necessariamente quelle di Echo Raffiche o di istituzioni a cui l’autore è affiliato.

Questo video è disclaimer del titolo

Immagine di copertina: Illustrazione in copertina ad opera di Greta Bombardieri.

Condividi su: