Oltre le sbarre per evitare il collasso

Nel 2024 record negativi per le carceri italiane: sovraffollamento al 120,5%, decessi in aumento e attività rieducative ostacolate. Antigone propone riforme urgenti.

Il 2024 è stato un anno dei record negativi per le carceri italiane. Nella sua recente relazione, la Corte dei Conti descrive un quadro impietoso. Al 31 dicembre 2024, le carceri ospitavano 61.861 detenuti a fronte di una capienza ufficiale di 51.312 posti, raggiungendo un tasso di affollamento del 120,5%. I dati drammatici confermano le denunce dell’Associazione Antigone, che segnala come al 17 marzo 2025 il tasso di affollamento fosse salito al 132,7%. Questo quadro diventa ancora più allarmante se si guardano ai numeri dei decessi: nel 2024 si sono registrati 243 morti, tra cui quasi 90 suicidi, il numero più alto mai registrato. Solo nei primi tre mesi del 2025, 20 persone si sono già tolte la vita in carcere.

La Corte dei Conti ha evidenziato gravi ritardi nell’attuazione del “Piano Carceri”, avviato nel 2010 in risposta alle condanne della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. A oltre dieci anni dalla fine della gestione commissariale, molti interventi sono ancora incompiuti, aggravando le condizioni igienico-sanitarie e il trattamento dei detenuti.

Ma cosa comporta un carcere sovraffollato? Il sovraffollamento incide pesantemente sulla qualità della vita in carcere e sulla funzione rieducativa della pena. Le celle ospitano spesso più persone del previsto, privandole dello spazio vitale minimo e generando frustrazione, insofferenza e conflittualità crescente.

Si moltiplicano così episodi di autolesionismo, tentativi di suicidio e aggressioni, anche verso il personale penitenziario. Le condizioni igieniche risultano spesso inadeguate, sia nelle celle sia negli spazi riservati al personale, mentre l’accesso alle cure mediche è reso difficile da ritardi e carenze croniche. Anche il personale penitenziario è colpito da un carico di lavoro logorante, sia fisicamente che psicologicamente.

In questo contesto critico, le attività socio-culturali all’interno degli istituti penitenziari assumono un ruolo fondamentale. Corsi scolastici, laboratori artistici e programmi teatrali rappresentano opportunità di crescita personale, riducono la recidiva e favoriscono il reinserimento sociale.

Tra le esperienze più significative, spicca il progetto “Per Aspera ad Astra“, promosso da Acri e sostenuto da 11 Fondazioni di origine bancaria, si impegna a promuovere la formazione professionale nei mestieri del teatro (attori, costumisti, fonici, scenografi…) e il reinserimento sociale dei detenuti.Il progetto coinvolge compagnie teatrali, direzioni carcerarie, operatori e detenuti, creando un ambiente formativo e collaborativo.

Un altro esempio virtuoso è la polisportiva “Atletico Diritti“, promossa da Antigone e dall’Associazione Progetto Diritti, con il supporto dell’Università Roma Tre. Coinvolge detenuti, ex detenuti, migranti e studenti in attività sportive come calcio, pallacanestro e cricket, con l’obiettivo di promuovere inclusione sociale e lotta alla discriminazione.

Tuttavia, il sovraffollamento rende difficoltosa anche la partecipazione a queste attività. Corsi scolastici, laboratori e occasioni di socializzazione diventano rare e difficili da organizzare. L’apprendimento di un mestiere — strumento fondamentale per il reinserimento — è ostacolato dalla mancanza di spazi e risorse. Tutto ciò alimenta un senso di abbandono e rassegnazione che mina il percorso rieducativo.

Una delle soluzioni più efficaci per contrastare il sovraffollamento è l’uso più esteso delle misure alternative alla detenzione, come l’affidamento in prova ai servizi sociali, la semi-libertà e la detenzione domiciliare. È questa la prima proposta presentata da Antigone alla Camera nel marzo 2025, insieme a raccomandazioni per investire nei programmi di reinserimento, rafforzando le attività formative e lavorative in carcere.

A maggio, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha aperto al dialogo sulla proposta di legge del deputato Roberto Giachetti, che mira a potenziare la liberazione anticipata per decongestionare le carceri italiane.

La proposta di Antigone di ampliare l’uso delle misure alternative alla detenzione rappresenta una via concreta e immediata per affrontare il sovraffollamento carcerario. Accogliere queste proposte non vuole dire solo alleggerire le celle, ma ripensare il senso stesso della pena, orientando davvero al reinserimento e alla riduzione della recidiva. 

Immagine di copertina: Al 17 marzo 2025 il tasso di sovraffollamento delle carceri italiane era già al 132,7%, un nuovo anno da record?. testo alternativo: filo spinato su muro di cinta.

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