Spill Tab: restare al passo in un mondo fluido

Rimanere fedeli a sé stessi facendo musica, è possibile in un mondo in costante evoluzione?

Il nostro tempo sembra allontanare sempre di più il pensiero binario, nonostante ironicamente sia proprio tale concetto a fondamento dell’informatica ad aver permesso lo scambio di informazioni e i dibattiti volti all’inclusività, soprattutto nel momento storico che stiamo vivendo.¹
Per questione anagrafica non posso avere una conoscenza enciclopedica sull’argomento, ma avverto, in particolare negli ultimi tempi, una forte spinta verso l’emancipazione dalla settorialità.
Tutto questo non è un caso. Movimenti sociali, quali Black Lives Matter e i gruppi femministi, continuano senza sosta a sottolineare l’attenzione verso la persona, congedata da canoni imposti da altri, che deve condurre solo ed esclusivamente a ciò che ciascuno sente più adatto a sé, con l’imprescindibile possibilità di cambiare rotta in ogni momento.
Definirsi in maniera univoca sembra essere sempre più fuori luogo, talvolta perfino fuori moda, e questo si riflette in ogni ambito della società e, quindi, anche nella musica.

Spotify, ad esempio, ha colto perfettamente questo messaggio, e se, in principio, nella sezione “Naviga” la musica veniva suddivisa principalmente secondo generi, ora, spesso e volentieri, le canzoni sono raccolte per “Mood”. Il fine è quello di vivere il momento, la sensazione, senza badare al genere. Non è importante se ad una traccia elettronica segua un brano classico: bisogna rendere l’incastro perfetto in relazione all’esigenza istantanea.

Il gruppo musicale di oggi porta il nome di “Spill Tab” e ritengo che sia un pò la concretizzazione di questa nuova filosofia.

Gabriela de Oliveira x Spill Tab

Il termine, per chi lo conosce, è già di per sé evocativo: “Spill Tab” infatti, nel mondo della miscelazione, indica la pratica di “sbagliare volontariamente” un determinato cocktail per modificarne l’essenza.
Il duo, formato da Claire Chica e David Marinelli, rispettivamente cantante e produttore, incarna tutto ciò di cui ho parlato finora. 
Claire è una ragazza di provenienza franco-coreana, che ha scelto di vivere negli Stati Uniti, prima a New York, poi a Los Angeles, dove, a suo dire, ha trovato (per il momento) la propria dimensione.
La loro produzione artistica intende essere fedele al loro spirito infatti si basa interamente sul modo in cui conducono la propria vita durante la composizione del pezzo, senza filtri espressivi. Avendo totale libertà artistica le canzoni sono molto genuine, sia per quanto riguarda i testi, sia per quanto riguarda il profilo musicale, per nulla acerbo.
Sono rimasto estremamente colpito quando ho sentito per la prima volta “Calvaire”, a mio avviso, per ora, il loro miglior pezzo: non arrivava neppure al milione di visualizzazioni (ora sono arrivate a 1.135.000).
Non hanno pubblicato nè album nè EP, ma soltanto cinque pezzi e, questo non ci deve sorprendere, sono tutti rigorosamente diversificati tra loro.

Spill Tab live in Los Angeles

Come forse qualcuno avrà facilmente intuito, sono grande sostenitore della fluidità artistica di questi ultimi tempi. Apprezzo molto il fatto che garantisca un gioco continuativo tra artisti e ascoltatori, protagonisti inseparabili di un dialogo, sempre alla ricerca del prossimo passo da compiere.

¹ In informatica viene usato un linguaggio specifico per codificare l’informazione, formato esclusivamente da 0 e 1, chiamato codice binario. Trovo, quindi, ironico che un intero sistema, basato sull’alternanza di questi due soli simboli, abbia permesso la condivisione in tutto il mondo di valori che mirano proprio ad abbattere una forma mentale fondata sui due poli opposti.
 
Immagine di copertina: Spill Tab x Spotify

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