Fiammiferi nuovi e usati sparsi su sfondo rosa

Il diritto di fallire

Storie di successo e vittorie ci vengono raccontate ogni giorno come esempi di quello che dovremmo fare, essere o diventare. Ma perché il fallimento non è parte della narrazione?

Il mondo è un posto molto competitivo. Lo è sempre stato o lo è diventato? Chi lo sa. Si potrebbe discutere per ore e fare a gara tra generazioni, ma una certezza è che essere ragazze e ragazzi non è sicuramente facile al giorno d’oggi. Siamo sottoposti a una continua pressione e soffriamo spesso e volentieri del giudizio esterno e di aspettative inutilmente alte. Siamo circondati da persone di successo, carriere di successo e vite di successo. Ma chi sta dall’altra parte del racconto? Per uno che ha vinto ce ne sono centinaia che hanno perso. Sono i falliti, disprezzati perché non sono stati abbastanza bravi, ingegnosi o fortunati. Il fallimento ci viene raccontato da sempre come una situazione miserabile che si deve temere e in cui nessuno vuole trovarsi. Insomma uno schifo. Prima di prendere una scelta ci assilliamo con mille domande. Starò facendo la scelta giusta per il mio futuro? Sarò una persona di successo in 5 anni? Cosa ne sarà di me se sbaglio? Fallire non viene considerata mai un’opzione possibile. Siamo terrorizzati dall’idea di non farcela, di aver perso il treno del successo e di aver bruciato le nostre ultime possibilità. Ma spesso si tende a dimenticare che il fallimento può accadere a chiunque e ovunque. 

Viene da chiedersi se questo timore di sbagliare e non avere successo sia l’unico modo di vivere la nostra vita. FAIL! Inspiring Resilience, nato all’interno del campus del Massachusetts Institute of Technology (MIT) nel 2017 e ora diffuso in tutto il mondo, ha come obiettivo quello di normalizzare e riformulare la cultura del fallimento. Tramite l’organizzazione di eventi in cui gli ospiti raccontano le proprie esperienze su come hanno sofferto, gestito e superato i loro insuccessi, FAIL! Inspiring Resilience vuole cambiare la cultura nelle aziende, nelle università e nella società in generale, creando un ambiente più comprensivo verso i fallimenti. L’accettazione del fallimento diventa così un passo fondamentale nel viaggio di ognuno per crescere e diventare la persona che vuole essere. Vivere senza la costante paura di non farcela forse ci permetterebbe di essere persone meno stressate, più equilibrate e aperte a nuove esperienze.

Fotografia di Thomas Edison seduto su una poltrona
«Non ho fallito. Ho solamente provato 10.000 metodi che non hanno funzionato» (Thomas Edison).

Ascoltando le storie di persone che consideriamo di successo che raccontano dei loro momenti di vulnerabilità e difficoltà, si può iniziare a capire che fallire non è la fine del mondo, ma solo una fase di passaggio da cui volendo si può imparare qualcosa. Fallire è normale. Se cercate storie di insuccessi online vi verranno fuori quelle dei più celebri personaggi della storia, più o meno recente: da Thomas Edison, che inventò la lampadina dopo numerosi fallimenti, a J.K. Rowling che mentre scriveva Harry Potter era talmente al verde da non avere i soldi per stampare una copia per gli editori. 

Ma se come me non trovate conforto nel sapere che un miliardario ha fallito una volta in vita sua, cercate di pensare fuori dagli schemi. Provate a trovare nella vita di tutti i giorni delle storie di fallimento più vicine a voi che non abbiano necessariamente portato a un eclatante successo. Dal non aver passato un colloquio a non essere riusciti a far lievitare una torta. Scoprirete che ognuno di noi ne colleziona parecchi in una settimana e che forse qualcosa si può imparare da questi fallimenti. Certo non è una sensazione piacevole, è a volte serve tempo per riprendersi. Ma non bisogna vergognarsene. Inoltre il fallimento è soggettivo e pertanto può essere ingigantito ma anche rimpicciolito. Dipende da noi, da come lo facciamo nostro. Ed è perfettamente normale abbattersi e sapere che per un po’ saremo giù di morale. Ma se accettiamo che nulla e nessuno è perfetto e che il fallimento fa parte della nostra vita, forse la prossima volta la sensazione negativa sarà più sopportabile.

Immagine di copertina: Il fallimento non è un’opzione ma una necessità per il successo.

condividi:

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on google
Share on whatsapp
Share on email