statua della libertà

Cinque libri per esplorare le sfide e le fratture dei moderni Stati Uniti: una guida alla polarizzazione, alla disuguaglianza e al mito del confine

A quest’ora giovedì prossimo gli Stati Uniti avranno un nuovo presidente. La natura delle prossime elezioni americane – e la forma che tutta la campagna elettorale sta avendo e ha avuto – sono solo la punta dell’iceberg di un cambiamento socio-culturale che negli Stati Uniti incalza e che ha quasi raggiunto l’uscio di casa nostra.

La polarizzazione del pensiero e il mito del confine sembrano concetti accademicamente sintetizzati in difficili parole altisonanti ma sono, a conti fatti, la realtà. Quando ormai da anni le decisioni politiche degli Stati Uniti non solo influenzano il Paese, ma risuonano in tutto il mondo, diventa essenziale per noi comprendere i fattori chiave che dividono e caratterizzano questa complessa nazione. Si dice che ciò che accade in Nord America lo vedremo accadere qui entro dieci anni e per molti versi è spesso stato vero.
Lo sarà anche questa volta? Forse, lo è già. In fondo, con il progresso della tecnologia i tempi si sono accorciati.

Cinque libri in particolare mi sono stati utili come guide per orientarmi nel panorama politico e culturale degli Stati Uniti e sento di consigliarli a chiunque voglia capirci qualcosa di più. Attraverso narrazioni che spaziano dalla saggistica alla letteratura offrono prospettive complementari per esplorare le radici e le implicazioni dei fenomeni che stanno trasformando il volto dell’America.

Cosa sembra essere davvero cambiato negli americani? 

Uno degli aspetti più evidenti è la crescente polarizzazione politica, una frattura che va ben oltre le differenze tra repubblicani e democratici e che si manifesta ormai come una profonda spaccatura ideologica e culturale. Le divergenze riguardano la visione stessa del futuro della nazione e temi fondamentali come il cambiamento climatico, la giustizia razziale, la salute pubblica e l’immigrazione. Il risultato è una società che fatica a trovare un terreno comune e in cui la dialettica politica si è trasformata in uno scontro costante.

Why we’re polarized di Ezra Klein

Klein, grazie alla sua esperienza giornalistica e alle approfondite ricerche, in Why we’re polarized (2020, Avid Press Reader) fornisce un quadro chiaro di come l’America sia arrivata a un punto di rottura senza precedenti. Il libro è – al momento in cui scrivo – disponibile solo in lingua originale e offre uno spaccato preziosissimo per capire come l’incontro diventi irrimediabilmente scontro quando vincere o avere ragione è più importante di qualsiasi etica o morale, su piccola e grande scala. Una lettura utilissima per capire come stiamo diventando e come ci muoviamo nel mondo, felici di vedere riflessi dentro quello specchio nero sempre e solo noi stessi.

E con il Sogno Americano che si fa?

A questa polarizzazione politica si aggiunge il peso delle disuguaglianze economiche, un divario tra ricchi e poveri che ha raggiunto livelli critici e che si riflette nella vita quotidiana degli americani. Molti percepiscono il cosiddetto “sogno americano” come un ideale sempre più inaccessibile, una promessa di mobilità sociale che sembra infranta per una larga fetta della popolazione.

Dentro gli States con Francesco Costa

Per capire il sogno americano e tutte le sue sfaccettature è tempo di superare le opere di Norman Rockwell e di togliere la polvere da sotto il tappeto.
Il giornalista italiano Francesco Costa con tre libri in particolare apre le porte alla realtà sul sogno. Questa è l’America. Storie per capire il presente degli Stati Uniti e il nostro futuro (2021), California. La fine del sogno (2022) e Frontiera (2023) tutti editi da Mondadori. Tre libri che, con una scrittura tra le più scorrevoli in circolazione, sono tre grandi spaccati di verità. Si sviluppano partendo sempre dai fatti, da ciò che è accaduto davvero nella periferia della periferia dello Stato più irrilevante della carta geografica Americana per poi parlare di come quel piccolo grande fatto racconti gli Stati Uniti meglio di qualunque evento su scala globale. I saggi di Costa ti portano negli States, non te li fanno solo vedere. E mentre sei lì, dentro la realtà, vedi le crepe nell’intonaco e la polvere sotto il letto, ma vedi anche la bellezza della luce che attraverso le crepe muove la polvere. Una storia dolce amara, che poi è davvero quella americana.

Le tensioni socio-economiche derivanti da questa disparità si intrecciano poi con questioni di etnia, genere e provenienza geografica, acuendo ulteriormente le divisioni e facendo emergere in modo più marcato i confini, fisici e ideali, di una nazione in cui il mito della “frontiera” è ancora vivo, ma sempre più dibattuto.

Si può parlare davvero di due Americhe? 

In Racconti di due Americhe. Storie di disuguaglianza in una nazione divisa (2022, Mondadori) a cura di John Freeman la risposta è sì. In questa raccolta di saggi e narrazioni firmati da penne rilevanti del panorama statunitense si parla di razzismo, povertà e disuguaglianza. L’opera è di per sé un coro di voci che grazie alla sua pluralità racconta gli Stati Uniti e la sua gente offrendo continui cambi di prospettiva. Forse, infatti, queste Americhe non sono soltanto due ma infinite come la moltitudine di esperienze di chi vi abita. 

Attraverso le loro pagine, questi autori non solo offrono chiavi di lettura per interpretare il presente, ma invitano anche a riflettere sul futuro della democrazia americana e sulla possibilità di una convivenza pacifica tra realtà profondamente diverse. In questo senso, il presente americano non è forse già un punto di partenza per ragionare sul nostro futuro?

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