corteo che sfila per le vie di Fasano, accompagnato da un cavallo di Troia di legno recante lo striscione con scritto “50° vertice del G7 – 50 anni di contrattacco neoliberale”

Cosa è successo fuori da Borgo Egnazia?

Cronaca di tre giorni di iniziative contro il vertice del G7 tenutosi in Puglia.

Dal 13 al 15 giugno si è tenuto a Borgo Egnazia, resort localizzato a Savelletri, frazione di Fasano (BR), il 50° summit del G7 la cui presidenza di turno quest’anno era italiana. Per l’occasione sono stati invitati diversi capi di stato di paesi al di fuori del G7, africani e sudamericani, e anche Papa Francesco (è la prima volta in assoluto per un pontefice).

Di quello che si è discusso al vertice se ne è già parlato abbondantemente, poco invece si è sentito riguardo quello che è successo al di fuori e contro questo summit.

foto di gruppo con rappresentanti politici all’interno di Borgo Egnazia, sul retro ci sono un ulivo e altre piante rampicanti
I rappresentanti dei paesi al vertice del G7 – g7italy.it

I campeggi

Ci sono state due iniziative separate che hanno cercato di convergere nei momenti di piazza: il campeggio del Coordinamento GSIM e quello del Coordinamento NoG7.

Il primo coordinamento è formato da vari gruppi inizialmente della Puglia e del Sud Italia, che ha coinvolto gente da altre parti d’Italia e dall’estero; l’impronta è quella dell’attivismo climatico e ambientale più giovane, che si concentra anche sugli impatti locali e, in questo caso, sul contesto pugliese che subisce sempre più processi di turistificazione e gentrificazione; vi hanno preso parte sigle note quali Fridays for Future, Extinction Rebellion (XR), Ultima Generazione e spazi sociali locali come “Bread & Roses” e l’”ex Caserma Liberata di Bari”; il secondo riunisce realtà locali più attempate come NoTAP/SNAM Brindisi e sezioni locali dei COBAS: le tematiche principali sono il discorso sulla guerra – e di conseguenza sulla pace – e sulle politiche estrattiviste in Puglia.

Evidenti le differenze anagrafiche, di approcci e di tematiche di interesse che distinguono i due coordinamenti, ma ciò non ha compromesso la riuscita delle iniziative di protesta. I due campeggi rispettivamente si sono tenuti alle Fattizze D’Arneo a Nardò (LE) e a Ostuni (BR); presso questi luoghi si sono tenuti dibattiti, conferenze e workshop paralleli alle tematiche discusse al vertice, in preparazione ai momenti di piazza.

Disposizioni di sicurezza

Per il vertice è stata istituita una zona rossa, limitazioni al transito e dispiegamento di forze dell’ordine intorno a Borgo Egnazia. Ai posti di blocco sono state perquisite le persone e i loro mezzi di trasporto che si dirigevano verso i campeggi, con attese snervanti e spesso futili. Ciò si pone nel contesto nazionale attuale di repressione del dissenso, soprattutto nei confronti dell3 attivist3 più giovani che si battono per la giustizia climatica, ambientale e sociale.
La zona rossa ha anche influito sulla quotidianità di residenti e turist3: infatti nell’area erano comprese anche zone litoranee, in un periodo in cui l’industria turistica tanto decantata e tanto valorizzata gradirebbe far cassa. Nel centro di Brindisi la sera del 13 giugno era possibile muoversi soltanto a piedi, nemmeno le biciclette erano consentite. Ovviamente sono state disposte limitazioni anche al trasporto nautico. Certo, per il summit del G7 è lecito attendersi misure di sicurezza: ma è innegabile affermare che si tratta di misure sproporzionate rispetto al territorio, che di fatto è stato militarizzato, e alla situazione politica attuale, dove comunque le poche manifestazioni di dissenso rimaste sono per lo più pacifiche e nei casi più estremi si limitano ad episodi di semplice disobbedienza civile.

tre persone, due suonano il tamburello, una la fisarmonica; sullo sfondo il cavallo di Troia
La Cena dei poveri, 13 giugno, Brindisi

Le due cene

Il primo giorno, il 13 giugno, i rappresentanti del G7 si sono recati al Castello Svevo a Brindisi per la cena inaugurale, perciò l3 manifestant3 hanno proposto una contromanifestazione in piazza. Già di giorno ci sono stati numerosi interventi di diversi attivisti presso la Conferenza internazionale su Energie e Cambiamento Climatico: le lotte al Media Porto di Viale Commenda; successivamente la sera si è spostata in Piazza Vittoria, dove poi si è svolta la Cena dei poveri, con cibi semplici – frise, couscous e vino, altri interventi di attivisti, balli di pizzica.

Si è subito fatto notare il cavallo di Troia portato dalla Germania dall3 attivist3 di Debt for Climate: rappresenta l’inganno del G7 e delle sue istituzioni finanziarie, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che con i prestiti e gli aiuti in realtà hanno portato «50 anni di contrattacco neoliberale» e «dominio e sfruttamento neocoloniale».

al tramonto, attivisti si arrampicano all’esterno del Media Centre per appendere uno striscione con scritto “Il G7 festeggia, 8 miliardi bruciano”
Azione al Media Centre di Bari, 14 giugno.

Azione di disobbedienza civile

Il secondo giorno, il 14, si è distinto per l’azione di disobbedienza civile organizzata da XR di fronte al Media Centre di Bari. Divers3 attivist3 si sono incatenati tra di loro di fronte al cancello, altri hanno appeso uno striscione con scritto «G7 partying, 8 billion burning» (Il G7 festeggia, 8 miliardi – di persone, ndr – bruciano), altri hanno proiettato con un laser la scritta «La nostra ribellione contro la vostra strada verso l’estinzione» in italiano e in inglese. Alcune persone erano vestite in abiti formali, come dei delegati dei paesi invitati al G7, e si sono poste di fronte ai cancelli coprendosi occhi, bocca e orecchie. L’azione voleva «portare l’attenzione sul ruolo fondamentale che i media di tutto il mondo hanno nel raccontare» quello che succede al G7, e soprattutto l’inerzia di tali paesi di fronte alla crisi climatica. La giornata si è conclusa con uno sgradevole incidente: un attivista incatenato al collo che si è spostato è stato bruscamente strattonato da un carabiniere, rischiando il soffocamento. Ha perso i sensi ed ha faticato a respirare per diversi minuti, per cui è stato soccorso dall’ambulanza e portato in ospedale.

manifestanti in corteo attorno al cavallo di Troia raggiungono la piazza
Manifestazione nazionale contro il G7 a Fasano, 15 giugno.

Corteo finale

L’ultimo giorno è stato quello della grande manifestazione a Fasano: in una cittadina completamente e incomprensibilmente blindata hanno sfilato l3 manifestant3 per il corteo nazionale che ha chiuso questi tre giorni di contestazione. Ancora presente il cavallo di Troia, accolto con grande clamore dalla piazza, che ha cominciato a scandire il coro «Ca-val-lo, Ca-val-lo!». Tematiche principali tra quelle richiamate già nei giorni scorsi l’ambiente, la guerra, il genocidio in corso nella striscia di Gaza; numerose le bandiere della pace e della Palestina.

Questo è quello che è successo nelle piazze pugliesi: certamente non si parla di grandi numeri, ma comunque c’è ancora chi in un contesto post-Covid prova non senza fatica a costruire mobilitazioni dal basso, in luoghi in cui forze fresche per costruire percorsi alternativi spesso emigrano al Nord Italia o all’estero.

 

Vorrei ringraziare vivamente le persone che hanno voluto raccontare e documentare la loro esperienza in quei tre giorni: senza di loro non sarebbe stato possibile scrivere questo articolo.

Immagine di copertina: manifestazione nazionale contro il G7 a Fasano, 15 giugno.

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