“Global South call for solidarity against the G7. 50 years are enough. Sign the letter”. Sullo sfondo uomini in giacca e cravatta piantano una bandiera raffigurante la banconota da un dollaro, seguiti da un corteo con striscioni con i loghi di Exxon e Shell.

Il debito del Sud Globale deve essere cancellato!

Dal 13 al 15 giugno, si terrà il 50° Summit del G7 a Borgo Egnazia, in Puglia. Per l’occasione, oltre all* presidente della Commissione Europea (da eleggere) e al presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, sono stati invitati i rappresentanti di Algeria, Argentina, Brasile, Egitto, India, Kenya, Sud Africa, Tunisia, Ucraina, Città del Vaticano e Unione Africana. Le tematiche principali che verranno discusse saranno difesa, relazioni economiche con «nazioni in via di sviluppo ed economie emergenti», migrazioni, intelligenza artificiale.

Qui di seguito riportiamo una lettera aperta scritta da attivisti del Sud globale, che richiedono ai rappresentanti del G7 la cancellazione del debito finanziario che le ex colonie detengono nei confronti del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, finanziamenti e fondi di riparazione per la crisi climatica e per ripagare i danni causati nei decenni passati dallo sfruttamento e dalla devastazione coloniale.
Se volete sostenere questo appello, potete firmare al seguente link: The debt of the Global South must be canceled.

Le attiviste chiedono la cancellazione del debito del Sud globale.

A: i Governi dei Paesi del G7.

In vista del 50° Vertice del G7 che si terrà dal 13 al 15 giugno 2024 in Puglia, vi scriviamocome movimenti, organizzazioni, attivisti e gruppi che chiedono giustizia nelle crisi climatiche e sociali in corso.

Veniamo dal Sud globale. Siamo quelli che subiscono i peggiori impatti della crisi climatica, prodotta prevalentemente dal Nord globale e in particolare dai Paesi che compongono il G7.

Come è evidente a tutti i leader presenti al 50° Vertice del G7, negli ultimi anni il cambiamento climatico, invece di rallentare, sta avanzando a un ritmo sempre maggiore. Stiamo già pericolosamente superando diversi limiti planetari, mettendo a rischio miliardi di vite e mezzi di sussistenza essenziali.

Una delle principali cause di questa e di altre crisi è il sistema di indebitamento imposto da istituzioni multilaterali come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, entrambe guidate e dominate dal G7 e dai suoi rappresentanti. Noi, Paesi del Sud globale, siamo costretti a estrarre le risorse necessarie alla produzione e al consumo del Nord globale. Siamo costretti ad abbattere i nostri alberi e ad esaurire i nostri terreni, mentre veniamo privati di servizi pubblici accessibili, senza vedere alcuna risposta significativa agli impatti della crisi climatica ed ecologica. Tutta questa distruzione, solo per vedere le nostre tasse e le nostre risorse nazionali destinate al pagamento degli interessi su un debito illegittimo che abbiamo già ripagato diverse volte.

Quando è troppo è troppo! Rivendichiamo il nostro diritto a una vita autodeterminata al di fuori del controllo neocoloniale del Nord globale impostoci attraverso il debito.
Stiamo denunciando l’ipocrisia del vertice del G7 di quest’anno e del suo tema. Si presume che si concentri sul Sud globale, ma il G7 è stato costituito come risposta alla spinta del Sud globale per la liberazione dalle continue strutture coloniali. Tale spinta comprendeva la proposta di un Nuovo Ordine Economico Internazionale nel 1974, la cui reazione è stata la formazione del G7 per consolidare il potere del Nord Globale. Come potete pretendere di parlare del Sud globale senza che noi siamo presenti al tavolo dei negoziati? Senza di noi non ci può essere niente su di noi!

Chiediamo la cancellazione incondizionata del debito per i Paesi del Sud globale, per aprire la strada a una giusta transizione. Data la natura del sistema creditizio di sfruttamento, diventa sempre più difficile rispondere alla crisi climatica, alle pandemie e ad altre priorità sociali e ambientali.

Per affrontare queste sfide, sono necessari questi passaggi:

  1. Cancellazione incondizionata di tutti i debiti bilaterali, multilaterali e privati dei Paesi del Sud globale;
  2. Finanziamenti sufficienti per il clima e fondi per le perdite e i danni sotto forma di sovvenzioni da parte del Nord globale;
  3. Ulteriori risarcimenti per secoli di sfruttamento coloniale, genocidi e distruzione del clima e dell’ecosistema;
  4. Che una task force del Sud Globale supervisioni e abbia il potere politico, economico e legale di eseguire tutte queste richieste.

 

Sappiamo che non è nell’interesse del G7 realizzare questi punti, poiché lo scopo del G7 è quello di sostenere un sistema di potere capitalista e coloniale di cui il debito èu uno dei principali pilastri. Non ci aspettiamo che il G7 ci dia la cancellazione deld debito la giustizia e una vera decolonizzazione. È per questo che tutte noi dobbiamo essere solidali per porre fine alle istituzioni coloniali che perpetuano il debito è l’ingiustizia organizzandoci a livello globale e riprendendoci il nostro potere politico. È ora che sia il popolo a fare politica, non l’élite politica e le corporazioni.

Chi è in debito con chi? Il Nord globale e il G7 in particolare hanno un debito storico con il Sud globale. Questo debito è multistrato: il debito dovuto al colonialismo e alle sue atrocità; il saccheggio delle risorse tuttora in corso; la morte e la miseria inflitte alle popolazioni del Sud globale dalla schiavitù, dall’apartheid e dal genocidio; la distruzione degli ecosistemi; l’appropriazione sproporzionata dell’atmosfera da parte di secoli di emissioni di gas serra.

Ora prendiamo in mano la situazione per abolire una volta per tutte il sistema del debito e le prosecuzioni neocoloniali. Questo cambiamento non ha nulla a che fare con la carità o la buona volontà del Nord Globale (o del G7?), ma è semplicemente l’attuazione di una giustizia riparativa.

 

 

In solidarietà,

Scientific Rebellion – Mexico
End Fossil Occupy Uganda
Debt For Climate Uganda
Debt for Climate México
Debt for Climate Global
End Fossil Occupy Tanzania
End Fossil Occupy Nigeria
Agape Earth Coalition
Fridays For Future Zambia

Immagine di copertina: illustrazione di Sonia Sali.

Traduzione di: John Gussoni.

Nota: Le opinioni espresse nell’articolo sono solamente quelle dell’autore, e non riflettono necessariamente quelle di Echo Raffiche o di istituzioni a cui l’autore è affiliato.

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