Cosa significa essere artisti oggi? Con cosa ci si deve confrontare? Può l’arte venire in nostro soccorso nei momenti bui? Abbiano intervistato l’artista e autrice di graphic Novel Jessica Cioffi, in arte Loputyn, per capirne un po’ di più.

Ciao Jessica, partiamo dall’inizio: come hai scoperto che fare l’artista sarebbe stata la tua vocazione?

Più che una scoperta è stato un naturale percorso: disegno da quando ero piccolissima, già all’asilo creavo personaggi e storie perché ero timida, e il disegno era una forma di comunicazione più semplice. Sono cresciuta insieme al disegno, nonostante periodi di conflitto credo mi accompagnerà sempre.


È quasi impossibile non notare che le sceneggiature dei tuoi racconti grafici hanno al loro interno un percorso di formazione dei protagonisti verso la scoperta di sé (penso a Letizia di “Cotton Tales” ma soprattutto a Metilla di “Francis”). C’è un motivo particolare per questa scelta? Quanto di Jessica c’è nelle tue protagoniste?

Per ricollegarmi un po’ anche alla domanda di prima, disegnare e creare personaggi per me è sempre stato un meccanismo di sopravvivenza (oltre che un divertimento), quindi sì, va a finire che a volte mi “scopro” nei miei disegni. Come anche le persone intorno a me, le situazioni che vivo… ovviamente sono dei punti di partenza, che però poi si trasformano e diventano qualcosa di diverso, spunti per racconti disegnati.

Immagine per gentile concessione di Jessica Cioffi

Le atmosfere che crei, le ambientazioni, i costumi, il segno grafico….tutti elementi che dialogano tra loro e che ti rendono riconoscibilissima. Come hai maturato il tuo stile e da dove hai attinto i tuoi spunti? 

Grazie! La ricerca dello stile a volte è una lotta e credo si riconoscano i momenti della vita in cui risulta più forzata. Credo emerga la propria personalità quando ci si concentra sull’urgenza del messaggio che vogliamo trasmettere, e si smette di pensare al “come” rappresentarlo. Penso anche che lo stile, però, si trasformi in continuazione. Trovarne uno può diventare una trappola, ci si fossilizza e si crea resistenza al cambiamento. Credo che ogni disegnatore attraversi di continuo queste fasi di conflitto, non si “arriva” mai, ed è questo il bello.

Loputyn, Palomar….in uno echeggia Dostoevskij e nell’altro Calvino. So che non ami identificare ispirazioni dirette nei tuoi lavori, ma tanto nel tuo nome d’arte quanto nel personaggio di “Cotton Tales” il richiamo letterario si fa Sentire…Quanto sono importanti per la tua ispirazione le letture che fai in un determinato periodo della tua vita? Hai dei libri che ritieni imprescindibili?

Oltre al disegno in effetti la mia seconda compagna di vita è stata la lettura! Sempre perché per indole sono un po’ introversa, forse. Ci sono autori e romanzi che mi trasportano in profondità (in senso positivo) e che quando riemergo porto con me nella vita quotidiana. Tra i miei autori preferiti ci sono di sicuro quelli che hai citato. Non so se potrei scegliere un libro preferito in assoluto, ma ora come ora mi viene in mente “Le città invisibili” (di Calvino N.d.R.).

Immagine per gentile concessione di Jessica Cioffi

Le ragazze che rappresenti danno l’impressione di avere sempre una corazza, una barriera rispetto al mondo esterno ostile, una barriera che nell’universo che crei si dissolve a contatto con l’oscuro e il soprannaturale, liberando la sensualità e la sensibilità. Come hai ideato questo aspetto dei tuoi lavori? 

Sì, penso che questa “corazza” sia una sensazione che accomuna tant* ragazz* della mia generazione, me ne rendo conto leggendo i commenti. C’è una diffusa sensazione di solitudine, diffidenza, mancanza di connessione… Per quanto mi riguarda tutto questo trova pace quando mi “immergo” in queste sensazioni e paure. Da lì nascono dei disegni, che spesso mi servono per osservare da fuori tutta questa confusione e darle una forma.

Essere artisti oggi vuol dire confrontarsi e pubblicizzarsi anche attraverso i social media, con tutte le restrizioni del caso, specialmente per quanto riguarda la politica dei contenuti. Qual è il tuo rapporto con questo strumento? Credi che più andremo avanti più un artista che voglia fare questo lavoro ne avrà bisogno, soprattutto nell’ottica di un dialogo con i fan e di promozione dei suoi lavori?

Proprio ultimamente mi sono resa conto dell’arma a doppio taglio che sono i social, per via delle restrizioni. Sono un’ottima vetrina, magari al momento non ancora totalmente fondamentale, ma credo lo diventeranno sempre di più. E allo stesso tempo, fare i conti con la censura può essere davvero castrante, per cui il pubblico riceve sempre solo una piccola parte del messaggio “originale” che un artista vuole esprimere. L’idea “pura” che nasce nella fase di progetto viene molto filtrata per diventare idonea al social che la presenterà, la genuinità  si perde per forza di cose. Quello che spero è che i social vengano considerati per quello che sono: una vetrina, appunto, per dei contenuti che però devono essere approfonditi in altra sede (nelle mostre, nei libri…).

Immagine per gentile concessione di Jessica Cioffi

Ultima domanda: in un’intervista una volta hai sottolineato come l’arte fosse per te una forma di catarsi, di liberazione. In quest’epoca che stiamo tutti affrontando con mille disagi e difficoltà credi che l’arte, intesa in senso generale, riuscirà ad essere sempre più importante nella metabolizzazione dei momenti duri e nella crescita delle persone, soprattutto per quei giovani e giovanissimi che di quest’epoca sono i grandi dimenticati?

Per me l’arte ha sempre avuto questa capacità, in tutti i secoli. In questo momento c’è tanta solitudine nei giovani, data dal modo in cui viviamo. Spero fermamente che l’arte rappresenti un luogo a cui fare ritorno, che diventi una voce che dica sempre la verità su quello che siamo e sentiamo, e che accolga in questa verità chiunque voglia ascoltarla. Per questo è fondamentale che i contenuti che condividiamo siano il più genuini possibile.

Immagine per gentile concessione di Jessica Cioffi

Immagine di copertina: immagine per gentile concessione di Jessica Cioffi

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