Testamento Biologico: libertà di scegliere

Durante il mese di aprile, l’Associazione Luca Coscioni ha condotto una campagna informativa in vari comuni d’Italia sul Testamento Biologico e le Disposizioni Anticipate di Trattamento. Di cosa si tratta?

In Italia c’è una legge poco conosciuta e spesso dimenticata, in primis dalle istituzioni; una legge che riguarda la vita di tutte le persone e il loro diritto di scelta su come affrontare il dolore, la malattia e la morte. 

Forse qualcuno di voi si ricorderà che più di sei anni fa l’Italia ha approvato la tanto discussa legge sul Testamento Biologico. Il dibattito politico e sociale aveva tenuto banco per anni nelle pagine dei giornali, nei salotti televisivi e soprattutto nelle aule del Parlamento. Ma dopo tutto questo rumore, che ne è stato della legge?

Prima di rispondere a questa domanda bisogna fare un passo indietro e dare qualche informazione tecnica. Il Testamento Biologico è un documento legale che consente a una persona di indicare le proprie volontà riguardo ai trattamenti sanitari che si desidera o non desidera ricevere nel caso si diventi incapace di esprimere autonomamente le proprie decisioni. Permette quindi che le scelte individuali in materia di trattamento medico siano rispettate anche in situazioni di incapacità.

In Italia, il Testamento Biologico è regolamentato dalla legge n. 219/2017, in vigore dal 31 gennaio 2018, che disciplina i diritti della persona in tema di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento.

Come si fa il Testamento Biologico? Le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) possono essere redatte da qualunque persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, sia in forma scritta (utilizzando modelli da compilare o scrivendo un testo in autonomia) che in forma audio-video (in caso le condizioni fisiche non permettano di farlo per iscritto). Modelli per la compilazione del Testamento Biologico sono stati creati da alcuni Comuni e da alcune associazioni come l’Associazione Luca Coscioni e la Fondazione Veronesi.

Come fare il testamento biologico (youtube.com)

Tuttavia, nonostante l’entrata in vigore della legge sul Testamento Biologico, buona parte delle persone non sono a conoscenza delle DAT e spesso non sanno neanche come procedere al loro deposito. Questa scarsa informazione riflette un problema strutturale che circonda la legge n. 219/2017: la quasi totale assenza di informazioni istituzionali sul tema. 

Dopo l’entrata in vigore della legge, infatti, il Ministero della Salute non ha effettuato una vera e propria campagna di informazione a livello nazionale. La disinformazione riguarda non solo le persone che vorrebbero depositare le DAT, ma anche in parte le figure professionali che dovrebbero assistere i cittadini nella stesura del Testamento Biologico, come medici, notai e ufficiali di stato civile.

In parallelo al dibattito sul Testamento Biologico, in Italia si è assistito a una discussione sempre più intensa riguardo al suicidio assistito. Con sentenza 242/2019, la Corte costituzionale ha riconosciuto anche il diritto al suicidio medicalmente assistito per le persone che ne formulino richiesta in piena lucidità, con patologia irreversibile, insopportabili sofferenze fisiche o psichiche e tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale. Tuttavia, esiste un vuoto legislativo per cui l’attuazione della sentenza non ha modalità e tempistiche definite per legge. Visto che sono le singole sanità regionali che negli ultimi anni hanno gestito i casi specifici, molte regioni stanno cercando di dotarsi di regole a livello locale.

Tuttavia, a livello nazionale, la discussione sul fine vita sembra essersi arenata in Senato dopo che nel marzo 2022 la proposta di legge era stata votata dalla Camera. Rallentamenti e ostruzionismo continui dimostrano l’incapacità del legislatore di colmare un vuoto normativo. Non fosse già grave, lo è ancora di più il tentativo di Forza Italia di modificare il Testamento Biologico, impedendo alle persone di poter rinunciare all’idratazione e alimentazione artificiale.

Questi sviluppi indicano che, nonostante i passi avanti compiuti riguardo al testamento biologico e al suicidio assistito in Italia, ci sono ancora molte sfide da affrontare per garantire una legislazione chiara e completa in materia di fine vita, che rispetti al contempo i diritti e le volontà degli individui.

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