Intervista a Giusi Parisi, docente e scrittrice palermitana per Einaudi Ragazzi.

Autrice, docente e collaboratrice di varie case editrici, la palermitana Giusi Parisi ha convogliato parte della propria esperienza di insegnamento all’interno dei volumi della nuova collana Einaudi Ragazzi di Oggi.  

Tra i libri di più recente pubblicazione non mancano i vissuti adolescenziali, storie di ragazzi in cerca di un interlocutore che sappia capirli. Dalla piaga del bullismo in Io, bullo e Bullismo. Una storia per capire, fino alla lotta di genere di Baghdad rock e ai conflitti generazionali di Il fuoco dentro, la Parisi si è poi occupata anche di letteratura per l’infanzia. 

È proprio in uno degli ultimi libri, Il canto degli italiani. L’inno di Mameli illustrato, che l’autrice ha saputo accompagnare anche i lettori più piccoli alla scoperta dell’Inno Nazionale. Sulle note solenni e festose di Goffredo Mameli, le illustrazioni di Paolo Domeniconi hanno dato forma ai valori e alla storia tricolore, animando la curiosità dei giovani lettori e non solo.

Illustrazione di Paolo Domeniconi.

I libri della Parisi affrontano questioni sociali e lo fanno tenendo conto anche dei lettori più disincantati, quella schiera di preadolescenti in cerca di un’identità che sappia risarcire vissuti spesso difficili. Di allievi come i protagonisti di queste storie, ragazzi amareggiati e desiderosi di riscatto, Giusi ne ha incontrati parecchi tra i banchi di scuola.  

Uno di questi personaggi prende il nome di Sally ed è la protagonista di Baghdad Rock, libro edito nel 2021 presso la casa editrice Einaudi Ragazzi di Oggi.  

La famiglia della quattordicenne in questione è di fede islamica, subordinata a un nonno fortemente tradizionalista. La protagonista veste comunque all’occidentale, suona la batteria in una band rock e si dichiara una «ragazza non appartenente», insofferente ai dettami culturali e familiari.  

Sally è consapevole della vertigine che investe il suo sogno: se i suoi parenti scoprissero che suona nascosta in un magazzino con dei ragazzi, le conseguenze per lei sarebbero gravissime.  

Foto di Giusi Parisi.

Il suo talento, tuttavia, sbaraglia ogni repressione; nonostante la messa a repentaglio di un futuro sempre più incerto, la protagonista accoglie l’identità culturale che la abita rivendicando anche la propria. Il libro della Parisi responsabilizza così il lettore alla scelta, a quel voto di libertà a cui tutti sono chiamati indistintamente, giovani non esclusi. 

L’intervista dell’autrice, nonché mente ideatrice dei tormenti di Sally e del bullo Alessandro, svela la genesi di questi mondi così speculari rispetto al nostro, chiarendone finalmente le ragioni e i risvolti.

Parlando di uno degli ultimi libri, “Baghdad Rock”, come è nata l’idea di questa storia? Qual è l’intento del libro? 

“Era estate e mi trovavo al mare quando, terminati i libri che porto con me in vacanza, mi sono imbattuta in una rivista acquistata assieme a un noto quotidiano. La mia attenzione è stata subito catturata da una ragazza intenta a suonare la chitarra elettrica con evidente trasporto. Aveva degli anelli a forma di teschio, una t-shirt larga e dei jeans. Tutto lasciava presagire si trattasse di una ragazza occidentale, tranne il titolo dell’articolo che presentava la giovane come irachena, originaria di Baghdad per l’esattezza. Ho pensato subito a una mia Sally ispirata a quella Sally, il vero nome della ragazza dell’articolo, e che potesse essere fonte d’ispirazione per le giovani di tutto il mondo. Ecco, il libro è nato proprio con questo intento”.  

Foto tratta dal libro di Giusi Parisi.

Che elementi ha in comune questo libro con “Io, bullo”?  

“Ciò che accomuna i libri è senz’altro la lotta dei giovani protagonisti contro un mondo opprimente. La miccia che li spinge a stravolgere le carte in gioco coincide con l’esigenza di trovare la propria strada una volta e per tutte”. 

A quale personaggio dei suoi libri è più legata? Perché?  

“Penso di essere affezionata, bene o male, un po’ a tutti i personaggi. Tuttavia, è indubbio il mio amore nei confronti di Alessandro Caruso, protagonista di Io, bullo, e di tutti i suoi compagni. Questo perché il libro è ispirato alle vicende di alcuni miei ex alunni e i personaggi della storia inevitabilmente hanno risentito di questo legame affettivo”.  

Quanto la sua esperienza da docente ha influenzato la stesura di questi libri? Perché ne consiglierebbe la lettura a scuola? 

“La mia esperienza professionale è stata senz’altro determinante. Non potrei scrivere di giovani e per i giovani se non fossi docente. Se non vivessi con loro, se non li respirassi tutti i giorni in questa dimensione professionale e familiare, difficilmente sarei in grado di farmi portavoce dei dissidi e delle aspettative che animano Sally e Alessandro.
I giovani d’oggi devono capire che non essere “social” non vuol dire essere fuori dalla vita, ma anzi entrare nella vita. Attraverso la musica, l’amicizia, l’arte e la natura, la prima battaglia che intraprendono è proprio quella tra ciò che sono, ciò che dovrebbero essere e ciò che, invece, vorrebbero essere. Questi elementi non sempre combaciano e spetta anche alla scuola educare alla consapevolezza del sé.” 

Copertina del libro "Io, bullo"
Copertina di Io, bullo.

Secondo lei la scuola di oggi è abbastanza inclusiva? Quali materie favoriscono maggiormente l’inclusione? 

“A mio avviso, l’istruzione scolastica oggi è più inclusiva e, rispetto a quando ero io studentessa, i ragazzi se ne rendono conto. Per loro essere inclusivi è naturale, quasi fisiologico; questo è senz’altro merito delle materie che studiano, ma anche dell’informazione sempre più inclusiva e vasta a cui hanno accesso”. 

 

Comprendere le ragioni di Alessandro Caruso dopo l’arresto del padre significa intraprendere un viaggio dentro di sé, dentro il bullo che c’è in ognuno. Giusi Parisi analizza infatti il bullismo come costrutto sociale, favorito da una serie di fattori ben precisi, e spiega che è possibile contrastarlo a patto di uno sforzo collaborativo da parte di tutti.
Proprio perché il lettore può assolverlo, il bullo diventa l’esito di una storia che non coinvolge solo la periferia palermitana di Io, bullo, ma che responsabilizza ciascuno. 
Ed è questa è la magia dei libri della Parisi: il disvelamento dei personaggi, la loro caricaturale insofferenza che permette al giovane lettore di normalizzarli per comprenderli e saperli accogliere anche in classe.

Immagine di copertina: Illustrazione di Francesca Quatraro.

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