Davanti a palazzo della Loggia, due manifestanti sventolano bandiere della Palestina; appeso sopra si intravede un cartello di campagna pubblicitaria comunale a tinta unita blu con la scritta “Brescia. La tua città europea.”. Sotto la loggia diverse persone in presidio.

Guardare il dito ma non la Luna

Un post sui social ha aizzato la polemica all’interno del consiglio comunale; di seguito una breve panoramica sulla questione.

Probabilmente avrete sentito della polemica relativa al post condiviso su Facebook dal consigliere comunale Iyas Ashkar. Vediamo di fare un riepilogo su che cosa è successo e quali sono state le reazioni e risposte da parte delle diverse compagini politiche in città.

Iyas Ashkar, consigliere comunale eletto nella lista Laura Castelletti Sindaco, è un volto piuttosto noto in città: originario di una città palestinese situata nel nord del territorio israeliano, arriva a Brescia nei primi anni 2000. Qui studia, fa attivismo a sostegno della causa palestinese, e successivamente apre un ristorante nel centro di Brescia.

Iyas Ashkar sorridente
Iyas Ashkar, foto di archivio; Giornale di Brescia

Il 20 ottobre viene condiviso da parte di Ashkar sul suo profilo Facebook un post di “Assopace per la Palestina Bologna”; tale post riportava le bandiere rispettivamente della Germania nazista e di Israele, e faceva un confronto tra quello che fecero i primi e quello che attualmente stanno facendo i secondi, alludendo a delle somiglianze. Premesso che personalmente ritengo il post non eccellente dal punto di vista grafico e anzi piuttosto dozzinale – unica recriminazione che mi sento di fare – tale post riporta quella che è opinione riportata da decenni da diversi nomi illustri, dallo storico Ilan Pappè fino ad arrivare alla filosofa Hannah Arendt e al fisico Albert Einstein.

Bisogna ricordare però che il post non è stato prodotto da Ashkar, come invece vogliono far credere dei fotomontaggi fraudolenti e malfidenti fatti circolare in rete e impropriamente ricondivisi dalla stampa locale e nazionale.

Questo è bastato per scatenare il finimondo: la sezione bresciana dell’”Associazione Italia-Israele” e i consiglieri comunali di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e lista Fabio Rolfi sindaco hanno chiesto le dimissioni del consigliere, e il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi di sant’Agata ha dichiarato che «da senatore eletto a Brescia» avrebbe segnalato l’episodio alla “Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”, meglio nota al pubblico come Commissione Segre, dal nome della senatrice che la presiede. E’ doveroso evidenziare però che l’on. Terzi è stato eletto nel collegio uninominale Lombardia-09, capoluogo Treviglio, nel quale figurano diversi comuni della bassa bresciana, ma non la città di Brescia.

La sindaca Laura Castelletti con un comunicato stampa del relativo ufficio comunale ha provato a smorzare i toni, chiedendo al consigliere una «profonda riflessione» e invitando la politica locale a non alimentare «dibattiti sterili» su questioni di carattere internazionale.

Nel frattempo Ashkar aveva già provveduto a cancellare il post, e nei giorni successivi si è scusato pubblicamente per l’episodio con un lungo comunicato, ritenendo sì inopportuno il contenuto condiviso, ma denunciando l’ipocrisia di coloro che «gridano allo scandalo per un post sui social o per uno slogan in qualche corteo, ma non si scandalizzano per la guerra stessa» e soprattutto sottolineando che si tratta dell’espressione di opinioni antisioniste e non antisemite come si vuol far credere.

Lo scorso 29 gennaio il consiglio comunale bresciano aveva approvato l’adozione della definizione di antisemitismo dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance). Tale sottoscrizione aveva scatenato non poche polemiche, ed era stata contestata da alcuni consiglieri comunali che sostenevano la maggioranza, tra cui Ashkar. Il motivo? Tra le azioni considerate antisemite figura anche «paragonare le politiche israeliani attuali a quelle della Germania nazista»; di fatto si tratta di un’equiparazione tra antisemitismo e antisionismo.

Manifestanti in largo Formentone in una giornata piovosa, sullo sfondo lo slargo verso piazza della loggia; al centro spostato a sinistra un uomo parla al megafono, sulla destra manifestanti reggono uno striscione con scritto “Libertà per la Palestina! La repressione non si zittisce!”
7 Ottobre, Largo Formentone, Brescia; Bresciaoggi

In tempi più recenti, la guerra a Gaza e in Libano aveva ulteriormente ravvivato il dibattito, dato che Brescia è stata una delle molte città italiane dove le questure hanno vietato manifestazioni lo scorso 7 ottobre, a un anno dall’operazione Diluvio Al-Aqsa, casus belli dell’attuale guerra in corso a Gaza (ne avevamo già parlato qualche settimana fa). Tale decisione era stata contestata da diversi consiglieri, tra cui ancora Ashkar, in quanto ritenuta politica e non a tutela dell’ordine pubblico. Il coordinamento per la Palestina aveva organizzato dunque per il pomeriggio una conferenza stampa in Largo Formentone, in cui si prendeva una posizione chiara e netta contro la decisione della questura, alla quale è seguito un breve presidio.

Venerdì 25 ottobre, il coordinamento per la Palestina aveva già organizzato per il tardo pomeriggio, in occasione del consiglio comunale, un presidio contro l’occupazione israeliana della striscia di Gaza e del Libano e contro il DDL 1660.

Non era all’ordine del giorno della seduta la questione, ma si temeva che l’opposizione del centrodestra potesse approfittare dell’occasione per attaccare il consigliere e l’amministrazione su questo tema.

Presidio sotto la Loggia, persone in cerchio ascoltanto l’intervento di un giovane uomo che parla al microfono
25 ottobre, Piazza della Loggia, Brescia

La seduta è iniziata nel primo pomeriggio, alcuni attivisti erano presenti tra il pubblico. Durante la discussione dei diversi punti all’ordine del giorno, alcuni consiglieri dell’opposizione hanno provato a dirottare la seduta sull’episodio; ne è seguita subito una contestazione da parte del pubblico.

Il presidio invece è stato piuttosto partecipato: più di 200 persone secondo gli organizzatori; inizialmente convocato a Largo Formentone, si è tenuto sotto la Loggia a causa dell’incessante maltempo che ha caratterizzato lo scorso mese. Diversi gli striscioni in solidarietà ai popoli palestinese e libanese. La volontà del presidio, più che quella di semplicemente difendere il consigliere in questione, era quella di ricordare che tutt’ora numerose persone sono vittime della guerra che Israele sta conducendo contro la striscia di Gaza e il Libano.

25 ottobre, Piazza della Loggia, Brescia
Sotto la Loggia, tre manifestanti reggono uno striscione nero con scritta bianca con scritto “STOP GENOCIDIO”

Questo è un episodio di cronaca locale, ma si tratta anche un episodio importante per chi a Brescia, ma in generale anche in Italia e in occidente, vuole parlare a gran voce di quello che sta succedendo tutt’ora a Gaza e in Libano. Se persino Haaretz, quotidiano israeliano liberal-progressista, parla di «pulizia etnica», perché noi che viviamo nelle sedicenti democrazie liberali non possiamo farlo?

Immagine di copertina: 25 ottobre, piazza della Loggia, Brescia

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