
All’interno di Palazzo Martinengo delle Palle, in Via San Martino della Battaglia 18, è stata allestita l’esposizione curata da Limiteazero in occasione del cinquantesimo anniversario della strage di Piazza Loggia. “Siamo Testimoni non perché c’eravamo ma perché non abbiamo mai smesso di esserci“: questo il titolo con cui l’installazione è stata presentata alla cittadinanza in ricordo dei tragici fatti del 28 maggio 1974 e dell’incessante impegno di testimonianza profuso dalla cittadinanza bresciana.
L’evento espositivo, che presenta una selezione del vasto patrimonio conservato nell’archivio di Casa della Memoria, continuerà a essere aperto al pubblico fino al 27 giugno 2025 e sarà visitabile dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16, con esclusione dei giorni festivi.
La decisione di prorogare la mostra è stata presa a seguito dell’alto interesse manifestato da scolaresche, associazioni e singoli cittadini desiderosi di conoscere più a fondo una tragedia che, a più di cinquant’anni di distanza, continua a sollevare interrogativi e disappunto in tutta la comunità bresciana.

Entrando nella mostra, il visitatore viene accompagnato in un percorso che ripercorre le ore e i giorni successivi alla strage, attraverso fotografie in bianco e nero, oggetti simbolici e documenti che raccontano la tensione di quel periodo. L’esposizione, curata con grande sensibilità da Limiteazero, non si limita a un racconto accorato, ma intreccia le storie delle vittime e dei loro familiari in un resoconto che oltrepassa la cronaca.
Intorno al vivo ricordo di Giulietta Banzi Bazoli, Livia Bottardi Milani, Clementina Calzari Trebeschi, Euplo Natali, Luigi Pinto, Bartolomeo Talenti, Alberto Trebeschi e Vittorio Zambarda, ogni angolo della mostra è un invito alla riflessione: le testimonianze di chi era presente quel giorno, i volti degli innocenti colpiti nel pieno della loro quotidianità, il silenzio pesante di una giornata primaverile in cui Brescia, città della Resistenza, veniva travolta dalla violenza.
Tutti questi materiali sono distribuiti in otto sezioni, una per ciascuna delle otto vittime e recuperano elementi tratti dal cortometraggio “Non perché c’eravamo”, prodotto dal Centro Teatrale Bresciano.

La mostra si configura volontariamente come un non-allestimento: si tratta infatti di una distribuzione temporanea di oggetti e documenti in transizione dall’archivio originario verso una collocazione permanente. Proprio il concetto di “transizione” è ciò che ha ispirato Limiteazero nell’utilizzo di oggetti abbandonati, fotografie e frammenti di ricordi che trovano posa e sistemazione tra le scatole sigillate e ancora non aperte.
Nessun elemento scenografico o di illuminazione è stato aggiunto negli ambienti perché le scatole bastano a sé stesse; in esse sono custoditi cinquant’anni di paziente raccolta e selezione dei frammenti che intrecciano l’Italia intera e la cittadinanza bresciana ai tragici eventi che l’hanno segnata.
Il non-allestimento evoca così l’attesa di un allestimento futuro che intende investire anche le future generazioni di questa responsabilità: accogliere la testimonianza di Casa della Memoria e collaborare attivamente per promuovere una democrazia sempre più consapevole, aperta a nuove forme di dialogo e di ricostruzione civile.

In un’epoca in cui il rischio di smarrire il senso della memoria storica è sempre più concreto, il Memoriale di Limiteazero avvicina chi è chiamato a raccogliere questa eredità a chi ha vissuto sulla propria pelle l’efferatezza del terrorismo nero di quegli anni.
La strage di Piazza Loggia è una ferita che attraversa tutti. Un atto di violenza che ha segnato le sorti di un paese testimone e complice a sua volta della ferocia della Storia. La mostra non è, quindi, solo un’occasione di riflessione sul passato, ma anche un appello a guardare al futuro, affinché la memoria non si esaurisca, ma si rinnovi ogni giorno nel sostrato sociale di chi la abita.





