Il Polittico Agostiniano di Piero della Francesca riunito

Dopo 555 anni, otto tavole del Polittico di Sant’Agostino di Piero della Francesca sono state riunite per la mostra al Museo Poldi Pezzoli di Milano dal 20 marzo al 24 giugno 2024.

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Le opere di Piero della Francesca, da sempre, esercitano un fascino misterioso che cattura l’attenzione del pubblico, trasportandolo in un mondo di bellezza e enigma. La mostra al Museo Poldi Pezzoli di Milano (link alla mostra) offre un’opportunità straordinaria di immergersi nell’universo artistico di questo genio rinascimentale. Con la ricostruzione del Polittico agostiniano, dopo oltre cinque secoli dalla sua creazione, gli spettatori avranno – infatti – l’opportunità di esplorare da vicino il lavoro di Piero, ammirando opere come il San Giovanni Evangelista e la Crocifissione. Curata da esperti di fama internazionale, questa mostra promette di svelare nuove prospettive sulle opere di uno dei maestri più enigmatici della storia dell’arte rinascimentale.

Storia del Polittico 

Realizzato tra il 1454 e il 1469 – oggi frammentato e in parte disperso – il Polittico di Sant’Agostino, insieme col Polittico della Misericordia (1462) e con quello di Sant’Antonio (1470), completa la triade di capolavori polittici di Piero della Francesca. 

L’opera, originariamente, era composta da almeno dieci pannelli, di cui se ne conservano solo otto e forse era arricchita da una predella e altri elementi accessori. 

Piero della Francesca. Il polittico riunito al Museo Poldi Pezzoli, Milano. Photo Marco Beck Peccoz.

Commissionato per la chiesa di Sant’Agostino a Sansepolcro, oggi conosciuta come chiesa di Santa Chiara, il polittico fu oggetto di un contratto stipulato il 4 ottobre 1454 con gli Agostiniani. L’opera venne completata e pagata soltanto nel novembre del 1469, ma presto perse la sua collocazione originaria, probabilmente a causa del trasferimento degli Agostiniani, finendo in una posizione secondaria e, in seguito, smembrata, forse già nel XVI secolo.

Le principali tavole del polittico, nel corso del XIX secolo, erano a Milano, come indicato dai timbri di esportazione dalla Lombardia austriaca presenti sul retro, oltre a sigilli di collezionisti milanesi. Tuttavia, alla fine del secolo, i pannelli furono venduti sul mercato antiquario in lotti separati, determinando la loro dispersione in collezioni private e, in seguito, la cessione a musei pubblici.
Le figure del polittico sono caratterizzate da effetti luminosi e da una cura per il dettaglio che rivelano l’influenza fiamminga, mentre gli atteggiamenti solenni e composti rimandano alla mano inconfondibile di Piero della Francesca, improntata a un solido equilibrio geometrico.
Il pannello centrale del Polittico rimane avvolto da un mistero affascinante, poiché non è chiaro se la raffigurazione fosse davvero una Madonna in trono. Le indagini scientifiche recenti hanno aggiunto un nuovo enigma intorno a quest’ opera d’arte, suggerendo che potrebbe trattarsi più verosimilmente di un’Incoronazione. Dai risultati degli esami scientifici, sono stati, infatti, rintracciati frammenti di ali blu e rosa di angeli e le pieghe di un manto, suggerendo la presenza di una scena più complessa e gloriosa di quanto si sia precedentemente ipotizzato. Questa scoperta offre uno spunto affascinante per riflettere sul significato e l’interpretazione dell’opera, aprendo nuove strade di indagine e di speculazione per gli studiosi e gli appassionati d’arte.

A partire da sinistra: Sant’Agostino, Piero della Francesca. Museu Nacional de Arte Antiga, Lisbona. San Michele Arcangelo, Piero della Francesca. The National Gallery, Londra; San Giovanni Evangelista, Piero della Francesca. The Frick Collection, New York; San Nicola da Tolentino, Piero della Francesca. Museo Poldi Pezzoli, Milano.

L’unione delle tavole: un’impresa tra arte e scienza 

Il complesso processo della riunione delle otto tavole del Polittico di Sant’Agostino ha rappresentato una sfida avvincente, come racconta la direttrice del Museo Poldi Pezzoli Alessandra Quarto: «Posso dire che è stato un gioco d’incastri» e continua raccontando come l’idea di organizzare la mostra ha preso forma durante una visita a New York, mentre la Frick Collection era temporaneamente chiusa per lavori di ristrutturazione e ospitata al Met Breuer. Una volta ottenuto il consenso dalla Frick per il prestito dei pannelli, il progetto ha preso vita e in otto mesi è stato portato a termine.

Le indagini tecniche sostenute dalla Fondazione Bracco, principale sponsor della mostra, hanno giocato un ruolo fondamentale. Diana Bracco, presidente della Fondazione, spiega: «Abbiamo voluto unire arte e scienza per valorizzare le opere esposte grazie a una campagna di analisi diagnostiche non invasive». Queste analisi, tra cui raggi X, immagini ad alta risoluzione nell’ultravioletto, microscopia e spettroscopia, hanno rivelato dettagli sorprendenti sulla creazione del polittico. Ad esempio, è emerso che Piero della Francesca ha riutilizzato una struttura di carpenteria medievale preesistente, preparata originariamente da Bartolomeo di Giovannino per la chiesa di San Francesco a Borgo San Sepolcro. 
Grazie a questo insieme di analisi diagnostiche non invasive, parte integrante della mostra, i visitatori avranno l’opportunità di esplorare le tecniche e i materiali utilizzati dall’artista, oltre alle strade della composizione, dello smembramento e della ricostruzione del polittico.

Ricostruzione digitale del Polittico agostiniano di Piero della Francesca.

Le otto tavole superstiti, oggi in mostra al Poldi Pezzoli, raccontano la storia di una mente matematica che aspirava alla creazione di uno spazio pittorico di rigore tridimensionale. Tuttavia, come accennato, il mistero avvolge ancora la pala centrale, dispersa già nel Seicento. Le analisi diagnostiche hanno escluso l’ipotesi che lo scomparto centrale fosse occupato da una Madonna con Bambino o da un’Assunzione, aprendo nuove prospettive di ricerca e interpretazione per gli studiosi e gli appassionati d’arte.
Il Museo Poldi Pezzoli presenta la prima riunione del polittico rappresentando, tramite la mostra, un’opportunità unica per ammirare gli otto frammenti riuniti dell’opera, grazie alla collaborazione con prestigiosi musei proprietari dei pannelli superstiti in Europa e negli Stati Uniti. Opere provenienti dalla Frick Collection di New York, il Museu Nacional de Arte Antiga di Lisbona, la National Gallery di Londra e la National Gallery of Art di Washington, insieme alla proprietà del Museo Poldi Pezzoli, si sono unite per restituire al pubblico un’esperienza straordinaria dell’arte rinascimentale.

Immagine di copertina: Particolare dell’impugnatura della spada del San Michele Arcangelo, Piero della Francesca. The National Gallery, Londra.

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