Verso gli Stati Generali dei giovani, atto terzo

Vita notturna, trasporti e sicurezza al centro del terzo incontro di preparazione all’evento che si terrà in primavera con i giovani bresciani.

Brescia. Il tema della “movida“ è di estrema attualità nel dibattito politico cittadino, nel tentativo – a dir poco difficoltoso – di far coesistere le esigenze di locali notturni, residenti e avventori. Ma se, fino a questo momento, sono state sentite solamente le prime due campane, ora è venuto il turno, grazie all’impegno dell’assessora alle politiche giovanili Anna Frattini, del terzo attore in gioco. Probabilmente anche i veri protagonisti del dibattito in questione. 

Metà percorso. La marcia di avvicinamento agli Stati Generali dei giovani in programma questa primavera prosegue. Terzo incontro, con sede Circus Beat Club e un tema “forte“ ad animare la serata: la vita notturna in tutte le sue sfaccettature. Unica regola: dire la verità, nient’altro che la verità. Il prodotto finale è una discussione franca, talvolta anche “sopra le righe“ ma piacevole per tutta la sua durata. Dopo l’introduzione per i nuovi partecipanti, in cui Gabriele Angoscini della Cooperativa Il Calabrone ha spiegato la genesi dell’iniziativa, ossia «delineare le linee guida delle Politiche Giovanili dei prossimi anni» e un gioco introduttivo per rompere il ghiaccio tra i presenti, è iniziata la discussione con i «cahier de doléances», in questo caso post-it su cui individuare proposte e criticità. A moderare la discussione, sempre Gabriele Angoscini. 

Un momento del confronto.

Racconti di vita notturna. La vita notturna bresciana, concentrata nei fine settimana, ha due poli attrattivi principali, ovvero piazzale Arnaldo e la zona del Carmine. E da qui si innesta la discussione. «Ci vorrebbero più attività notturne per i ragazzi dai 18 ai 25 anni, non solo in discoteca, perché Brescia è ricca di posti da valorizzare», osserva un ragazzo. Tipo? «Il Castello, il parco Tarello o il Castelli». Ma non solo. Brescia ha – purtroppo – anche tanti luoghi abbandonati che però «potrebbero essere rianimati, con l’organizzazione di nuovi eventi».
C’è anche spazio per una proposta che potrebbe suscitare molte perplessità nei residenti dei quartieri della vita notturna, ma non così assurda, su modello di quanto già fatto a Londra, ovvero «estendere l’orario di apertura dei locali, in modo che l’afflusso di persone possa diluirsi lungo tutto l’arco della nottata». L’importante sarebbe saperla spiegare ai residenti che vogliono riposare in pace.
Resta però un rilevante problema di sicurezza, ma anche di maleducazione. E a poco servono le figure degli steward introdotte in Carmine e in Piazzale Arnaldo per controllare gli eccessi: un ragazzo osserva infatti come «per lui non sia cambiato nulla, né in meglio né in peggio: c’è stata una rissa in cui siamo dovuti intervenire in prima persona». Il potere deterrente infatti «è della Polizia: quando c’è, succede poco o nulla», anche se, rivela l’assessora Frattini, «in realtà in piazza Vittoria continuano a succedere episodi criminosi, nonostante la forza pubblica sia presente». Ci sarebbe anche il bisogno di «una maggiore capacità dell’ente pubblico di venire incontro ai ragazzi nell’organizzazione di feste, un aiuto di tipo amministrativo in aspetti come la SIAE, l’occupazione del suolo pubblico o la somministrazione di bevande alcoliche». 

La Metropolitana, punto di riferimento per i giovani.

Trasporti sicuri. È stato poi il turno dei trasporti. E se città come Bologna hanno introdotto per Capodanno linee notturne fino alle 4 del mattino, l’orario degli autobus è attualmente limitato a mezzanotte, l’una di notte nel caso della metropolitana nei weekend. La richiesta è unanime: «allungare gli orari del trasporto pubblico locale, per salvaguardare le nostre patenti e l’incolumità delle persone». Ciò però non sarà possibile per la metropolitana, che, essendo automatizzata, deve giocoforza osservare un periodo di riposo. Dubbi anche sui taxi: per colpa infatti di scherzi notturni, talvolta succede che le vetture bianche si rifiutino di riportare a casa passeggeri di ritorno dalle discoteche. Una chiosa finale sul prezzo: quanto dovrebbero costare eventuali navette messe a disposizione dal comune? «Tre euro a tratta sarebbe troppo, prenderei la macchina in quel caso». 

Conclusioni finali. La vita notturna vive su una grossa contraddizione. Chiunque infatti desidera una città viva e vitale, ma nessuno vuole che quella stessa vitalità si svolga sotto casa propria. Probabilmente è impossibile conciliare le necessità di esercenti, residenti e avventori: bisogna dunque limitare i danni, con tanta buona volontà da parte di tutti. Ciò che più conta è che finalmente anche i ragazzi hanno potuto dire la loro e non sono stati solamente additati come la causa di tutti i problemi. Chi meglio di loro conosce le dinamiche del fenomeno chiamato spregiativamente “movida“?
Per concludere, tornando al percorso verso gli Stati Generali, il prossimo appuntamento sarà il 1 febbraio al Carme: si tratterà di arte, volontariato e nuovi attivismi.

Immagine di copertina: Momento di ritrovo per gli stati generali.

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