Tutti in cerchio per il quarto appuntamento degli Stati Generali.

Verso gli Stati Generali dei giovani, penultimo atto

Si avvia alla conclusione il ciclo di incontri in preparazione alla due giorni che l’assessorato alle Politiche Giovanili ha organizzato per ascoltare i giovani bresciani.

Brescia. Arte, in tutte le sue espressioni. Volontariato. Nuovi attivismi. Su questi temi si è dibattuto questo giovedì nella sede del Carme di via delle Battaglie per il quarto appuntamento in preparazione agli Stati Generali dei giovani. Temi macroscopici, talvolta ingombranti per lo “scontro generazionale“ che sottendono, ma sentiti da una moltitudine di ragazzi e ragazze che ogni giorno vivono la città e le sue bellezze, facendo del bene o provando a cambiare qualcosa che fino ad adesso ha funzionato, ma che ora non funziona più. O funziona, ma male. 

Arte e marketing territoriale. Il format è ormai consolidato. Tutti in cerchio, presentazione, gioco per rompere il ghiaccio e poi via con la discussione sui «cahier de doléances» dei tempi moderni, ossia post-it e cartelloni su cui segnare proposte e criticità. Novità: per questo incontro, il mondo dell’ associazionismo bresciano ha deciso di far sentire la propria voce: erano infatti presenti rappresentanti dell’Erasmus Student Network, di Link e dell’Aegee. Primo tema trattato, l’arte. Arte di strada – «di cui via Cremona e il villaggio Violino sono ottimi esempi» osserva un ragazzo – ma anche monumenti, musica e teatro. Eccellenze, «come l’area romana patrimonio dell’Unesco», ma anche criticità, che riguardano «le residenze private, che conservano capolavori visitabili però solamente nelle Giornate del FAI» o «la Brescia medioevale, molto meno conosciuta rispetto a quella romana». Sono poi emersi anche i problemi tipici del marketing territoriale dei nostri tempi, come «l’eccessivo insistere sui soliti luoghi nelle attività di promozione della città» e «l’esposizione di tutto il materiale a disposizione nei musei: si potrebbe selezionarlo meglio ed esporlo man mano». Tutte osservazioni che riflettono problematiche che non riguardano solamente Brescia, ma tutte le principali attrattive turistiche del Belpaese. Sono state fatte considerazioni anche sul teatro, che pian piano «si sta aprendo anche a generi solitamente esclusi dalla tradizione lirica italiana». Infine un consiglio per tutti: Brescia va vissuta a piedi e conosciuta tramite le storie dei personaggi storici che l’hanno resa quel che oggi è. Opinione, a nostro avviso, pienamente condivisibile.

Il Cahier de Doléances.

L’altra faccia. Per quanto concerne invece volontariato e nuovi attivismi, Brescia ha un’ottima base di partenza. Tante infatti sono le associazioni che si muovono sul territorio da molti anni. Tuttavia, tutti i partecipanti al dibattito sono concordi nel definire i legami tra le associazioni stesse «piuttosto scarsi». Soluzione? «Si potrebbe creare una piattaforma in cui gli associati possano incontrarsi, creando dei progetti comuni». Una rete che renda più forti le associazioni stesse, «rendendole anche più serie anche agli occhi degli altri interlocutori». È necessario però «anche un cambio di paradigma sul volontariato» che deve essere «non più servizio, ma mettere in atto le proprie passioni», con «un riconoscimento della professionalità dei volontari che diventa bene comune». Opportunità che offrono i Consigli di Quartiere, ma anche il Servizio Civile, esperienza che offre la possibilità di mettersi a servizio della comunità, ma che in questo momento non gode di grande popolarità tra i giovani. Ultimo tema ma non ultimo per importanza, l’attivismo. Molto in voga tra i giovani. Attivismo che «categorizza». Ma non è necessariamente un aspetto negativo, per molti. Anzi, la maggior parte delle persone ne è orgogliosa

Considerazioni finali. Terminata la cronaca, non restano che le considerazioni a margine. I giovani e le giovani vivono la città. Sono parte della comunità che troppe volte invece li marginalizza. La voglia di dire la loro i giovani ce l’hanno. Accompagnare, tanto per fare un esempio, in giro per la città gli studenti che provengono da tutta Europa per il programma Erasmus – come fanno gli associati a Erasmus Student Network o ad AEGEE – è un servizio di cui la politica cittadina deve esser grata. Anche questo infatti è marketing territoriale. Marketing che è fatto di territorio, ma anche di storia e d’arte. L’anno da Capitale della Cultura, sotto questo aspetto, tanto ha fatto, riportando Brescia sulle rotte del turismo europeo o – perché no – mondiale. Tutto questo porterà però, giocoforza, a delle conseguenze che la politica dovrà essere brava a gestire. Ma anche la cittadinanza ad accettare di buon grado.

Immagine di copertina: Tutti in cerchio per il quarto appuntamento degli Stati Generali.
Foto di Giovanni Venturini.

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