Verso gli Stati Generali dei giovani, ultimo atto

Università, benessere e salute al centro di un incontro acceso e appassionato, con tanti spunti su cui poter riflettere.

Brescia. L’ultima assemblea partecipata del percorso «Verso gli Stati generali» si è svolta mercoledì 6 marzo all’ISU di Viale Europa, casa degli universitari bresciani. Lo schema è sempre il solito: ragazzi e ragazze in cerchio, clima informale e cahier de doléances (dei cartelloni) su cui le incaricate della Cooperativa il Calabrone hanno appuntato le varie osservazioni e proposte. L’incontro si è aperto con un ufficialità: gli Stati Generali saranno l’11 maggio. Pomeriggio al Mo.Ca. Mattinata ancora da stabilire. Notizia: ci saremo

Benessere universitario. I temi, come detto, erano tre. Ma tutti estremamente collegati. Da università, benessere e salute si è dunque passati al benessere e alla salute all’interno del mondo universitario. E qui casca l’asino. Tanti sono infatti i problemi rilevati dai giovani e dalle giovani presenti: si parte da un sistema di trasporto «efficiente, ma poco pubblicizzato nei suoi bonus» e da un’università che non offre «spazi di aggregazione extra-universitari», soprattutto per la Facoltà di Economia. «C’è poco e quel che c’è non è chiaro come accedervi» è stato il commento a riguardo. Gli studenti hanno anche lamentato un certo distacco tra l’Università e la cittadinanza: quest’ultima sarebbe «poco informata» su quanto accade all’interno delle sedi universitarie. L’intervento più appassionato è stato però quello di Antonino Buscetta, presidente del Sism di Brescia, che ha denunciato come «in Università manchi formazione su come comportarsi riguardo le comunità marginalizzate». Un gap che – aggiungeremmo noi – è più che altro uno scontro generazionale: tanto infatti è cambiata la sensibilità nel corso degli anni, in maniera rapida e incontrollabile e la distanza generazionale, al di là delle buone intenzioni che singole persone hanno provato a metterci, è spesso incolmabile.

Antonino Buscetta, presidente del Sism e gli altri studenti.

Sono state anche denunciate delle vere e proprie truffe nei confronti di studenti extra-comunitari (provenienti soprattutto dall’Asia) che pagavano mesi anticipati di affitto per un appartamento che non esisteva, ritrovandosi poi all’arrivo in città con un pugno di mosche di mano. Truffe per cui l’assessora alle politiche giovanili Anna Frattini ha ricordato l’esistenza della «Rete anti-discriminazioni». In generale gli studenti hanno anche raccontato di vivere dei momenti complessi quando si tratta di «fare aggregazione», con etnie che formano dei veri e propri gruppi chiusi vivendo «ciascuno la propria vita» e nel farsi riconoscere «le attività di volontariato svolte», prese «con la stessa serietà di un vero e proprio lavoro». 

Al di là di un discorso quasi unitario nel suo insieme, non sono mancati spunti anche per quanto riguarda il benessere e la salute: una studentessa ha chiesto «un intervento a livello integrativo dell’Amministrazione» sugli sportelli di sostegno psicologico verso tutti coloro che spesso vengono «stigmatizzati» per essere finiti fuori-corso. Lamentele sono giunte anche per l’assenza di «spazi verdi e panchine» in Università, ma le panchine, ha spiegato l’assessora Frattini, sono un «tema particolarmente complicato a livello politico e sociale». In chiusura son tornati d’attualità i temi trasporti e sicurezza: uno studente ha rivelato tutta la sua insicurezza nel venire in Università in bicicletta, visto che sono «molto poche le ciclabili non separate dalla carreggiata». Un’istanza che è stata ricorrente all’interno di quasi tutti gli incontri

Parola all’ideatrice. L’assessora Frattini, che tanto si è spesa nel progetto insieme alla Cooperativa “Il Calabrone“, si è detta «molto soddisfatta per il ciclo di incontri, anche perché c’è stata continuità di persone e uno degli obiettivi era proprio trovare soggetti da coinvolgere nel tempo nelle Politiche Giovanili». Non ha mancato però di sottolineare come sia emersa una «conoscenza piuttosto approssimativa sul funzionamento della macchina amministrativa»: un aspetto su cui «bisogna riflettere». L’assessora fa riferimento ad un “Plurale Maiestatis” (“L’Amministrazione potrebbe o dovrebbe…”) spesso utilizzato dai partecipanti senza però entrare nei dettagli su chi fosse realmente il soggetto amministrativo che avrebbe dovuto interessarsi al problema. Riflessione condivisibile, a cui possiamo aggiungere che spesso «la politica», come insegnava infatti il Cancelliere Bismarck, è «l’arte del possibile, la scienza del relativo: la politica non è una scienza, come molti fra i signori professori immaginano, ma un’arte». Problemi all’apparenza semplici hanno risvolti complicati.

Immagine di copertina: un momento dell’incontro.

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