Villa Caffetto: eredità di arte e architettura

Musica, creatività e ingegno: l’opera di Bontempi rivive grazie agli sforzi congiunti di artisti, associazioni e collettivi.

Il 28 giugno scorso, Echo Raffiche ha avuto l’onore di organizzare un evento speciale a Villa Caffetto a Calcinato. Con due visite guidate e una performance esclusiva del collettivo di danza Why Not, abbiamo offerto ai partecipanti un’esperienza unica di immersione nella storia, nell’architettura e nell’arte contemporanea.

Villa Caffetto, contemplata tra i beni culturali architettonici di Regione Lombardia, è situata al limite del centro urbano di Calcinato (Bs). Progettata nel 1972 dall’architetto Fausto Bontempi per l’artista Claudio Caffetto, la villa rappresenta un connubio perfetto tra spazio abitativo e spazio espositivo. L’intento della famiglia Caffetto è quello di restituire a questo spazio la sua funzione originaria di luogo di incontri, creazione e contaminazione artistica, un compito che Echo Raffiche ha abbracciato con entusiasmo.

Claudio Caffetto e Fausto Bontempi: l’arte e l’architettura dell’Innovazione

Nato nel 1942, Claudio Caffetto ha mostrato fin da giovane una passione innata per l’arte. Dopo aver lavorato nello studio tecnico dell’architetto Bruno Fedrigolli per contribuire al sostentamento familiare, Caffetto ha continuato a coltivare la sua passione per la pittura e la scultura. Fondò la sua bottega di artigianato artistico, Metalpilter, e trasformò la sua casa a Calcinato in un vivace punto di incontro per artisti internazionali.

Fausto Bontempi, nato nel 1935 a Toscolano Maderno, ha studiato all’Accademia di Brera e alla Facoltà di Architettura di Venezia, influenzato da maestri come Frank Lloyd Wright, Alvar Aalto e Le Corbusier. Visionario e innovatore, Bontempi ha plasmato una carriera all’insegna della sperimentazione e dell’audacia. La progettazione di Villa Caffetto è stata il risultato tangibile della sua visione unica dell’architettura come esperienza dinamica e immersiva, combinando forme audaci con funzionalità e estetica innovativa.

Caffetto e Bontempi hanno collaborato con l’idea comune di trasformare Villa Caffetto non solo in una residenza, ma in un centro culturale e artistico. Attraverso l’intersezione delle loro discipline, hanno creato uno spazio dove l’arte e l’architettura si fondono armoniosamente, stimolando la creatività e l’innovazione.

Architettura che diviene paesaggio

L’edificio si adagia con grazia nelle pieghe della collina, fondendosi con la morfologia del paesaggio e diventandone parte integrante. Gli spazi architettonici, attraverso ampie vetrate e lucernari, catturano le prospettive circostanti, creando un dialogo costante tra interno ed esterno. Le stanze a nord, illuminate da lucernari strategici, e quelle a ovest, che catturano l’alba, esemplificano l’ingegno di Bontempi.

Il giardino circostante, con i suoi terrazzamenti, rampicanti e giardini pensili, accentua ulteriormente questa fusione con il paesaggio. La progettazione della villa sfida i canoni tradizionali dell’architettura residenziale, privilegiando dinamismo e provocazione. Non esistono facciate definitive, solo superfici che si aprono e si trasformano, offrendo infinite interpretazioni dello spazio abitativo.

Particolare dell’esterno di Villa Caffetto e scultura di Giuliano Giancotti.

Un Itinerario sensoriale e immersivo

Più che una semplice abitazione, Villa Caffetto è un percorso sperimentale e immersivo. Le sue stanze si susseguono in una sequenza di rampe, sporti, feritoie e ponti sospesi, stimolando la percezione e l’immaginazione. I materiali usati – cemento armato, legno, pietra, metallo – si combinano in modi inusuali, creando un ambiente in continuo movimento e trasformazione.

La performance di danza del Collettivo di Danza Why Not

Durante l’evento del 28 giugno, il giardino di Villa Caffetto è diventato il palcoscenico di performance memorabili realizzate dal collettivo di danza Why Not. Le ballerine hanno incantato il pubblico, danzando non solo nello splendido scenario naturale della villa, ma anche interagendo con le sculture in ferro di Giuliano Giancotti, vincitore del Premio Caffetto 2023.

Queste opere, esposte fino al 30 giugno scorso nella mostra intitolata Architetture del tempo, sono state ribattezzate per l’occasione Architetture in movimento. Questo titolo rifletteva perfettamente l’essenza della giornata, grazie alla fusione tra arte statica e dinamismo delle danzatrici.

Le sculture di Giancotti, costituite da sottili linee di ferro che disegnano i contorni di immaginarie e antiche architetture, si trasformano in strutture percorribili. Le figure geometriche sovrapposte creano spazi che invitano a un viaggio mistico e cognitivo alla ricerca del sé, integrandosi perfettamente con il labirintico percorso di Villa Caffetto, caratterizzato da ponti sospesi, rampe e passaggi nascosti.

Le ballerine di Why Not hanno trasformato questo scenario complesso in un palcoscenico vivente. Muovendosi sinuosamente tra le linee di ferro e fondendosi con le opere d’arte hanno trasportato il pubblico in un viaggio onirico. Ogni movimento delle danzatrici sembrava dialogare con le strutture, trasformandole da oggetti inanimati a elementi vivi e pulsanti.

Il pubblico è stato coinvolto in un’esperienza sensoriale unica, dove i confini tra realtà e immaginazione si dissolvevano. Le sculture di Giancotti, che tracciavano i contorni di architetture immaginarie, hanno trovato nuova vita attraverso i movimenti delle ballerine. Queste architetture percorribili non erano più semplici opere d’arte, ma spazi abitati e reinterpretati dalle danzatrici, trasportando gli spettatori in un mondo di illusioni e suggestioni.

La performance ha dimostrato come l’arte possa trasformare gli spazi e come le sculture di Giancotti, grazie alla loro interazione con l’ambiente e il mutamento costante, possano diventare prolungamenti naturali del percorso labirintico di Villa Caffetto. Gli spettatori, immersi in questo viaggio sensoriale, sospesi tra il comfort dei confini architettonici e la sensazione di spaesamento, sono stati trasportati nel regno dell’immaginazione.

Performance delle ballerine di Why Not all’interno di una delle sculture di Giuliano Giancotti.

Il Futuro di Villa Caffetto

L’evento del 28 giugno è stato solo uno dei primi passi verso la riapertura di Villa Caffetto come centro di incontri artistici e culturali. La famiglia Caffetto ha intenzione di organizzare ulteriori eventi per promuovere la villa come luogo di creatività e scambio culturale. Questo primo incontro ha dimostrato come l’arte e l’architettura possano convivere e arricchirsi reciprocamente, creando esperienze indimenticabili per il pubblico.

Un ringraziamento speciale va alla famiglia Caffetto per aver aperto le porte della loro straordinaria villa e al collettivo di danza Why Not per la loro affascinante performance: senza il loro supporto e la loro dedizione, questo evento non sarebbe stato possibile.

Villa Caffetto non è solo un esempio di architettura d’avanguardia, ma anche un simbolo di come l’arte possa trasformare e arricchire le nostre vite. Echo Raffiche è orgogliosa di aver contribuito a riportare alla luce questo tesoro nascosto di Calcinato, ed è ansiosa di organizzare nuovi eventi che continuino a celebrare la bellezza e l’innovazione artistica.

Performance delle ballerine di Why Not con lo scultore Giuliano Giancotti.

Immagine di copertina: Villa Caffetto.

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